Uomo, terra, creazione
Il testo propone una rilettura ecologica che sostituisce il modo tradizionale, antropocentrico, di leggere il racconto della
creazione: da questa nuova prospettiva emerge che non è la terra che è stato affidata all’uomo, ma l’uomo che è stato affidato alla terra.
L’Autore invita poi a considerare la creazione non “dal principio”, bensì “dalla fine, in una visione escatologica. In conclusione, egli affronta il problema della morte e dell’uccidere, sia nell’ambito degli animali che in quello degli uomini, e il suo superamento nel regno messianico: un mondo senza morte.



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