Un Divino senza Dio

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Un Divino senza Dio

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Babelico e acrobatico. Funambolo o ponte tibetano. Squarci ed ansie d’Assoluto nell’epoca del trans-globalismo tecnocratico: un denso magma di ardite interpretazioni e poltiglie di concetti attinti dalle più svariate sapienze della terra, tra le ferree smorfie della logica. Lògos mantrico. Visioni salvifiche commiste ad interferenze ontologico-metafisiche.
Un tenue riflesso del bagliore nascosto della verità dell’essere ed il crescente caleidoscopio di figure spirituali, apolidi e metamorfiche, dell’isolamento nichilistico.
(Egon Key)

 

 

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Enrico Andreoli

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ha studiato filosofia e l’ha vissuta secondo la regola di Giorgio Colli: “l’astratto è un tramite per giungere, per alludere allo scotimento emozionale”.


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