Bimestrale di cultura fondato nel 1906

Nata e sviluppatasi all'inizio del Novecento, l'attività pubblicistica di Studium procede attraverso tre periodi, a cui corrispondono altrettante fasi di vita e di azione culturale.

1. Dall'atto della fondazione, nel 1906, a Firenze, come rivista della Federazione degli universitari cattolici (FUCI), all'avvento del fascismo. La riflessione della rivista verte in questo periodo sui rapporti tra fede e cultura moderna, fede e scienza, cristianesimo e democrazia, e sui problemi dell'istruzione universitaria, sui rapporti tra Università e società, sul tema della libertà dell'insegnamento. E' questo un periodo segnato da grande creatività culturale della rivista, con gli assestamenti, le scelte decisionali nei confronti del movimento democratico-cristiano di Romolo Murri e del modernismo. Per quanto riguarda il problema della libertà della scuola e dell'insegnamento universitario, la rivista prende posizione ogni volta che appare minacciata la libertà dei docenti credenti, ma offre anche un intelligente informazione sulla vita delle Università di altri paesi.
Studium diventa la prima rivista di ispirazione cattolica presente in campo culturale. Rivista universitaria, anzi organo di fatto della FUCI, che tuttavia, già nella sua presentazione, non intende "restringersi in un ambito di partito come semplice organo di istituzioni cattoliche".
Gli anni del primo dopoguerra sono ricchi di iniziative, ma carichi di problemi per il rientro dei reduci e per l'attività politica, divenuta ormai non solo possibile, ma doverosa per i cattolici. Una stagione fervida di speranze, che però si esaurisce ben presto per l'affermarsi della dittatura.

2. Il periodo del Ventennio. Studium, diretta da Guido Lami (1923-1925), si stampa a Bologna, fino a quando, con la nomina dall'alto della nuova presidenza della FUCI, viene definitivamente trasferita a Roma (1925). Qui, sotto la direzione del nuovo Presidente Igino Righetti, prende avvio la collaborazione regolare di Mons. Giovanni Battista Montini. Nel giugno del 1927 Righetti e Montini, Assistente della Federazione cattolici italiani, daranno vita alla Editrice Studium, che dalla rivista traeva il nome, in un momento particolarmente difficile per le associazioni cattoliche in Italia e soprattutto per quelle che avevano come finalità precipua la promozione della cultura ispirata ai valori del cristianesimo. L'Editrice nasce con una formula giuridicamente riconosciuta che, in caso di scioglimento della Federazione degli universitari, potesse consentire ai "fucini" di continuare sotto altra veste una qualche forma di incontro e di attività.
Il periodo del Ventennio è vissuto da Studium all'insegna della differenziazione, del volontario "far parte a sé" e della coraggiosa resistenza al regime e alla sua "etica"; atteggiamento che si concreta nell'opera tenace di formazione delle coscienze giovanili e nell'ispirazione cristiana della cultura e della professione.
Le note di Montini pubblicate su Studium dal 1926 al 1931, poi raccolte in volume dall'Editrice con il titolo Coscienza universitaria, sono l'espressione fedele della nuova stagione della Federazione degli universitari cattolici. Proprio negli anni in ci si viene facendo più rigida l'oppressione poliziesca, essa riesce a individuare lo spazio e a segnare l'indirizzo di un lavoro in profondità, di cui solo più tardi si vedranno i frutti: una fede sorretta da un vigile impegno intellettuale; un atteggiamento di apertura verso la cultura e verso il mondo; una valorizzazione convinta dell'esperienza universitaria, intesa come "vocazione". In apparenza, un ripiegamento, ma che nel suo implicito impegno a capire e a giudicare con libertà di spirito, acquista un evidente significato sociale; una religiosità capace di investire la vita e la storia.
Nel 1933 Studium diventa organo del nascente Movimento Laureati di Azione Cattolica.

3. La ripresa democratica, che vede proseguire e ampliarsi i discorsi culturali e scientifici riguardanti le esigenze spirituali della persona e il concetto cristiano della professione. Nel 1945 assume la direzione di Studium Aldo Moro e la rivista affronta con particolare rigore la responsabilità della cultura cristiana nella ricostruzione politica ed economica del Paese. Dedicherà, negli anni successivi, una particolare attenzione, oltre che ai problemi sociali, mai ignorati neppure in precedenza, ai problemi di fondo della politica, in particolare nel loro aspetto morale.
Diretta, a partire dalla seconda metà degli anni Settanta, da Vincenzo Cappelletti, Franco Casavola e Enzo Giammancheri, e avvalendosi di una nutrita schiera di collaboratori qualificati, Studium, con fascicoli monografici, saggi, interventi critici, prosegue il suo itinerario di riflessione su grandi nuclei concettuali del pensiero contemporaneo, mentre pone attenzione costante ai temi della bioetica, dei diritti umani, della convivenza civile, così come ai problemi della scuola e dell'Università, che mettono in gioco il destino delle nuove generazioni.
In un'epoca che soffre di eccesso di informazione, in larga misura omologata, la rivista segue in profondità filoni essenziali del pensiero, lo stretto rapporto tra scienza e filosofia, l'evoluzione della società, con sensibilità storica e aderenza a valori ideali perenni. Dà voce inoltre a momenti alti della letteratura e della spiritualità, ponendo in luce le ragioni della speranza nella complessità del nostro tempo.

Rivista Studium n. 4-2017
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