La Rivista di Studi Politici Internazionali (RSPI) fu fondata a Firenze nel 1934, lo stesso anno in cui vennero creati a Milano l’Istituto per gli studi politici internazionali (ISPI) e a Roma la Giunta centrale per gli studi storici con il compito, fra gli altri, di rappresentare all’estero la scienza storica italiana. La sua nascita nello Studio fiorentino di politica estera fu, quindi, espressione della volontà del regime, orientato a partecipare più incisivamente al gioco politico europeo in una prospettiva revisionista delle situazioni esistenti, di promuovere gli studi politici internazionali e di rafforzare la presenza italiana all’estero, anche riverberando esternamente l’immagine del paese che la nuova storiografia andava componendo.   Diretta da studiosi eminenti quali i professori Giacinto Bosco e Jacopo Mazzei, che facevano capo al più antico Istituto universitario italiano di scienze politiche e sociali, il Regio “Cesare Alfieri” di Firenze, e da diplomatici sperimentati, divenuti senatori del Regno, quali Cesare Majoni e Amedeo Giannini, la Rivista pubblicò fin dai suoi primi numeri contributi politici e scientifici di grande attualità, sempre di primo piano, sotto forma di saggi, articoli, profili di sovrani, di uomini politici e di diplomatici, commenti di fatti internazionali, documenti inerenti agli avvenimenti internazionali in corso, recensioni. La grande cesura storica del 1943 segnò il passaggio della Rivista alla proprietà privata, che pochi anni dopo, nel 1947, si trovò riunita nelle mani di un giovane professore di Diritto internazionale e di Storia dei trattati e politica internazionale, Giuseppe Vedovato, che ne era già stato capo-redattore per dieci anni e che l’avrebbe diretta ininterrottamente fino al 2005. Divenuto attore egli stesso sulla scena politica italiana ed europea, Vedovato fece della RSPI e dell’annessa Biblioteca lo strumento di una partecipazione multinazionale all’approfondimento scientifico dei problemi internazionali, storici ed attuali: sollecitando ricerche, ponendo a confronto tesi diverse, sottoponendo ad esame critico protagonisti ed eventi, attirando tempestivamente l’attenzione su documenti significativi e non facilmente accessibili.    Nell’insieme la Serie Storica 1934-2005 offre più di 70 anni di politica estera italiana e di politica internazionale testimoniati e commentati: le scelte del regime fascista e della nuova democrazia del dopo-guerra, il concretizzarsi del binomio atlantismo-europeismo negli anni della guerra fredda, l’evoluzione del processo d’integrazione europea, la caduta della politica internazionale nel vicolo cieco della bipolarità, la ricerca della pace e della sicurezza tra i popoli attraverso il negoziato internazionale, le modificazioni impresse al sistema internazionale dall’emergere di nuovi attori pubblici e privati e di nuove problematiche, il crollo del regime comunista in Urss e la catena delle sue conseguenze. Dal 2006, con la direzione della professoressa Maria Grazia Melchionni, si è aperta la Nuova Serie della RSPI, che, erede del patrimonio della Serie Storica, ne conserva la peculiarità di costituire un ambiente culturale di alto livello e ne sviluppa i caratteri dell’interdisciplinarità e della transnazionalità. Il Consiglio scientifico, internazionale e multidisciplinare, è composto dai professori Fabio Bertini, Sabino Cassese, Teresa Freixes, Wolf D. Gruner, Christopher Hill, Bichara Khader, Valentina Piacentini Fiorani, Tatiana Zonova, e dagli ambasciatori Giorgio Bosco, Pietro Calamia e Luigi Vittorio Ferraris. Intendendo dar conto della nuova complessità del quadro internazionale e annoverando fra i suoi autori accademici ed operatori nel settore internazionale, la Nuova Serie accentua l’interesse per l’attualità, aprendosi alle questioni connesse alla globalizzazione dell’economia, al controllo delle risorse, al degrado ambientale, al boom demografico, allo squilibrio economico e tecnologico fra Nord e Sud del mondo, ai nuovi flussi migratori; analizza lo sviluppo del processo di integrazione europea; discute della diffusione delle armi di distruzione di massa, della ricomparsa del fattore religioso ed etnico così come dell’uso dei concetti di democrazia, diritti umani, terrorismo nella politica internazionale. Oltre che agli strumenti conoscitivi classici del suo laboratorio di idee – studi, ricerche, note di lettura, recensioni e documenti di carattere internazionale, utili per la riflessione e l’azione politica nel tempo presente -, la Nuova Serie dà spazio a materiali di più immediata comunicabilità: interviste, documenti iconografici, grafici e rappresentazioni cartografiche. La Rivista esce puntualmente in fascicoli trimestrali di almeno 160 pagine, con articoli ed abstracts in lingua francese, inglese e, dal 2015, italiana.   Essa è presente nelle più prestigiose biblioteche del mondo e nelle banche dati di Ebsco Political Science Complete e JSTOR. Riceve da diversi anni il contributo riservato alle pubblicazioni periodiche di alto valore culturale dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (MIBACT). Inoltre, ha ottenuto dall’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR) lo status di Rivista scientifica per l’area 14.
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